Lunedì, 2 Settembre, 2013 - 10:10 - G.Q.

Sentirsi in Costarica stando in Liguria.

Pochi chilometri sopra a Ventimiglia, in Liguria quasi al confine con Francia, c’è un posto che vale la pena visitare e che può piacere agli amanti della natura, come agli appassionati delle cose belle e ai cultori del buon vino.

In questo luogo si ritrova tutto il fascino dell’entroterra ligure, con le cicale che friniscono, i muretti diroccati e i profumi tanto pungenti che ricordano le poesie di Montale. Però ci si sente anche da un’altra parte, in un luogo non ben precisato del globo che potrebbe corrispondere, a buttarla lì, a qualche angolo recondito di una foresta del Costarica o della Tailandia, almeno così potrebbe suggerire l’immaginazione.

Perché? Perché lì c’è un piccolo torrente che si chiama rio Barbaira, che crea una lunga serie di pozze d’acqua in cui si può fare il bagno immergendosi nell’acqua fresca e trasparente dentro a mille sfumature di blu, all’interno di un bosco fitto e fresco che di Liguria, per come in tanti la conosciamo, ha proprio poco.

Come si arriva? Una volta raggiunta Ventimiglia si risale la Val Nervia seguendo la direzione per Dolceacqua, si supera il bellissimo paese medievale (che si può visitare di ritorno dalla gita ai laghetti), si procede ancora per un chilometro e poi si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni per il paese di Rocchetta Nervina. Arrivati al paese si trova un grande posteggio dove si può lasciare il proprio mezzo.

 Ora c’è l’imbarazzo delle scelta perché le attività sono diverse e alternative. Se si è coraggiosi, allenati e ginnici si può provare a fare canyoning e quindi ci si rivolge alla casetta di legno che si trova di fronte al parcheggio per avere informazioni e tutto il resto.

Se invece si vogliono fare due passi e vedere la Liguria da una prospettiva inedita si procede verso la piazza del paese, si attraversa il ponte e si sale verso il paese alto svoltando a sinistra quando si trova una piccola chiesetta. Quindi si risale la mulattiera fino ad arrivare al ponte del Cin dove ci sono alcuni laghetti e ci si può riposare un po’. In tutto ci vogliono tre quarti d’ora di cammino, ma la bellezza della meta e del panorama compensano la fatica.

Quindi si può riscendere e in prossimità del laghetto con la cascata (si vede dall’alto) si prende un sentiero che scende verso il fiume e da lì si risale lungo il sentiero che costeggi a il rio a sinistra.

Se invece si ha la smania di fare il bagno nei laghetti si va nella piazza centrale del paese, non si attraversa il ponte, ma prima di questo si svolta a sinistra e si sale fino ad arrivare al sentiero che costeggia il rio. Si prosegue un po’ fino e si raggiunge il laghetto con la cascata. Qui si può fare il bagno e ci si può anche tuffare. Ma non è tutto perché si possono raggiungere altri laghetti con pochi minuti di cammino.

In 10 minuti si arriva a due laghetti che si possono raggiungere scendendo dal sentiero (che diventa un po’ ripido) e si può fare il bagno anche in questi. Il primo è quello che si vede dall’alto, il secondo è sulla destra e basta attraversare la distesa di pietroni e lo si trova, incuneato tra le rocce.

Fare il bagno in uno di questi laghetti è una bella esperienza e vale la pena di affrontare la temperatura dell’acquache non è proprio la stessa del mare. Portarsi una muta leggera, anche solo una maglietta isolante, potrebbe essere un’idea intelligente, soprattutto per i più freddolosi. Superando il lago di sinistra si possono poi incontrare altre pozze.

Dopo aver fatto un giro nel paese (ci sono due ristoranti che vale la pena provare, magari in una calda sera d’estate), si può scendere verso Dolceacqua per fare un giro nei suoi “carruggi”.

Per chi invece volesse far visita a un “buon produttore” e assaggiare un calice di Rossese come si deve può far visita a Rosmarinus, l’azienda di Marco Blancardi, che si trova sulla strada che va a Perinaldo a circa 25 minuti da lì.

[Crediti | Immagini: G.Q.]

 

 

 

 

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