Domenica, 8 Settembre, 2013 - 15:34 - E.I.

Alla ricerca del vitigno scomparso: la Slarina 2.

Continuando a muoversi sulle tracce delle Slarina, incontriamo Fabrizio Iuli che è uno dei primi coraggiosi viticoltori a cimentarsi nella sua coltivazione.

Fabrizio, che è alla guida dei soci della piccola cooperativa Cascina Iuli, ha deciso di smettere i panni del produttore di eleganti barbera e pinot nero e ha coraggiosamente indossato le vesti dell’archeologo ampelografico. Nelle sue vigne di Montaldo di Cerrina, tra boschi e noccioleti, ha iniziato la sperimentazione impiantando 3.000 viti di Slarina.

Goodful lo ha intervistato per capire che cosa ha in mente. Ecco le sue risposte:

Goodful: “Fabrizio, come ti è venuto in mente di lanciarti in quest’impresa?”

Fabrizio: “L’idea è partita da Gian Maria Vergano. Dopo aver assaggiato il mio pinot nero deve aver capito che mi piace sperimentare e così mi ha proposto di impiantare la Slarina. Enologicamente la si conosce veramente poco, ho assaggiato il risultato di alcune microvinificazioni sperimentali e mi sembra che i descrittori gusto-olfattivi più ricorrenti siano quelli che rimandano a frutti a bacca rossa, frutta secca e spezie.”

Goodful: “Che vino hai in mente di produrre con la Slarina?”

Fabrizio: “Sicuramente ho intenzione di vinificarla in purezza e di giocare tutto su aromaticità e freschezza. Per quanto riguarda le modalità di vinificazione solo la pratica mi farà scoprire la via migliore e lo stesso vale anche per l’affinamento, potrebbe anche dare qualche sorpresa dal punto di vista della longevità… insomma proprio una bella avventura!”

Noi di Goodful ci dichiariamo pronti fin da ora a rendere onore alle prime bottiglie quando usciranno dalla tua cantina.

In bocca al lupo Fabrizio!

 

 

 

[Crediti | Link e Immagini: Cascina Iuli]

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