Domenica, 1 Settembre, 2013 - 17:52 - G.Q.

La prova del foodblogger di luglio - Anna Buganè

Terzo e ultimo episodio della prova del foodblogger di luglio: questa volta tocca a COLLI TORTONESI CORTESE D.O.C. 2012 di Oltretorrente in vendita sul Network di acquisto di Goodmakers fino al 20 luglio.

A fare la prova è Anna Buganè del blog Cucina precaria che, come ci fa sapere lei stessa è un “viaggio precario tra cibo, liste, esperimenti, divagazioni culinarie e non, uno spazio per condividere le gioie e le difficoltà di chi deve e sceglie di “dosare” tutto.” Perché se vivere una vita precaria non è sempre facile, anche se decisamente attuale, può stimolare doti di creatività e ingegno tutt’altro che comuni.

E così da buona foodblogger precaria Anna s’ingegna e non si limita a consigliare un abbinamento, ma il bianco di cui sopra lo mette dentro la sua ricetta.

Quindi: corre al mercato e si compra una bella orata, se la fa pulire e torna a casa, la sciacqua in acqua e sale, la mette in un cartoccio di carta forno, la condisce con gli aromi, sale e pepe, un filo d’olio e infine aggiunge il tocco finale versandoci sopra mezzo bicchiere di buon COLLI TORTONESI CORTESE D.O.C. 2012. Impacchetta e mette in forno a 180° per 30 minuti. Il gioco è fatto e la cena è pronta per essere accompagnata da un buon calice di vino.

La morale di tutto questo? Certo, che con un po’ di ingegno ce la si cava tutti i giorni e non ci si fa mancare niente. Ma Anna non si ferma qui e dà un consiglio che ci sentiamo di condividere al 100%. Prima di usare il vino per completare la vostra cucina, che sia sfumare un risotto o un bel pesce, chiedetevi se di quel vino vi berreste anche un bel bicchiere. E poi datevi una risposta.

E allora? Buona Orata al cartoccio profumata al Cortese doc a tutti!

 Per finire, un paio di domande che abbiamo rivolto ad Anna e le sue risposte semplici e intelligenti.

Ciao Anna, essere precari significa solo svantaggi o c'è anche qualche lato positivo?

Tanto per restare in tema, bisogna sempre capire come vediamo il bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto? Semplificazioni a parte, non credo ci sia una risposta universale, la precarietà diventa positiva se in qualche modo possiamo sceglierne noi le condizioni e la misura. Nel momento in cui ci viene imposta diventa un fardello pesante, talvolta opprimente. Sarebbe bello che ogni singola persona potesse scegliere la propria dose di precarietà e che questa dose venisse tutelata.

Precarietà fa rima con libertà?

Più che con libertà mi viene in mente possibilità. Nei momenti peggiori dell'esistenza, quando ci si sente stanchi, sconsolati e senza la terra sotto i piedi, l'uomo ha l'incredibile capacità di trovare possibilità, opportunità nuove. É successo anche a me, ho fatto tantissimi lavori diversi, non riuscivo a capire cosa mi piacesse e mi sentivo frustrata, nel momento di massima preoccupazione, quando sono stata disoccupata alcuni mesi, è scattato in me qualcosa, un istinto, una voglia di dire alla vita che era troppo presto per lasciare nel cassetto i sogni, così c'è stato il tempo e lo spazio perché venisse fuori Cucina Precaria. Sì, la precarietà fa rima con possibilità.

 

[Crediti | Link e Immagini: Cucina precaria.]

cucinaprecaria.it

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