Sabato, 7 Settembre, 2013 - 12:28 - G.Q.

Il “consumo collaborativo” sboccia anche in Italia!

Buone nuove: il “consumo collaborativo” sboccia anche in Italia!

Una volta quando si voleva una cosa la si comprava. Punto. Oggi invece non è più così. O meglio: una stessa cosa può essere fatta in tanti modi diversi. Che si tratti di un oggetto che si desidera, di un viaggio che si vuole fare o di una delle tante azioni quotidiane che costella la vita di tutti noi.

Perché oggi (ma forse anche già ieri, per dirla tutta) esiste il “consumo collaborativo”.

Capiamo insieme di che cosa si tratta: il “consumo collaborativo” è sia una nuova modalità di consumo, sia un nuovo modello di business che si sta consolidando. In ogni caso, da qualsiasi parte si decida di guardarlo, il risultato è che questo nuovo approccio sta già modificando le nostre vite e di sicuro lo farà sempre di più.

Per approfondire il discorso vale la pena fare un salto sul sito Collaborative consumption.  

E qui si capisce che si tratta di un sito web certo, ma anche di un’organizzazione e di un’idea che il prestigioso Time non ha esitato a definire una delle “10 idee che cambieranno il mondo”

Sì, perché si tratta di una vera e propria trasformazione culturale che porta i consumatori (tutti noi quindi) a modificare il proprio atteggiamento, passando da un modello di consumo basato sulla proprietà a uno, più innovativo e sostenibile, fondato sulla possibilità di accesso. In questo modo si ottiene molto di più con molto meno, affittando, prestando, scambiando, barattando, regalando o condividendo prodotti diversi su una scala geografica così vasta da essere letteralmente inimmaginabile fino a pochi anni fa. Quello che ne deriva è una vera e propria rivoluzione che può migliorare la qualità della vita di tutti facendo bene all’ambiente.

Ma che cosa è possibile fare e trovare su Collaborative consumption?

Prima di tutto si può approfondire il discorso e capirne di più. Poi si possono trovare tanti siti web impostati su questo modello, perché uno dei suoi obiettivi è anche quello di costruire un network di aziende collaborative sempre più vasto. Infine si possono trovare nuove idee per iniziare a cambiare e diventare più economici, più sostenibili e, magari, anche più soddisfatti.

Spulciando qua e là si possono trovare siti interessanti come:

Couchsurfing, un portale che dà la possibilità di girare il mondo affittando i divani della gente o mettendo a disposizione il proprio per permettere agli altri di fare altrettanto

Zipcar, un vero e proprio “rimedio alternativo” all’affitto o all’acquisto di un’automobile

Taskrabbit, un portale per mettere in contatto i “task rabbit” (persone operose disposte a fare piccoli lavoretti come la spesa, la consegna a domicilio, il montaggio dei mobili Ikea e altre cose belle) con tutti coloro che sono troppo “busy” per occuparsene personalmente.

E per passare a cose di cibo e di cucina, si può trovare tanto altro, tra cui:

 

Kitchensurfing, per trovare il proprio chef a domicilio e organizzare feste, pranzi di famiglia o cene romantiche senza alzare un dito (è più comodo per tutti se abiti a New York!)

Cookening, un luogo per connettere persone e culture diverse attraverso il cibo

AmpleHarvest.org, per combattere la malnutrizione attraverso gli esuberi degli orti di casa.

 

Passando all’Italia invece. A darci la notizia è sempre il sito Collaborative consumption che ci informa che il “consumo collaborativo” sta prendendo piede anche qui, con un fiorire di oltre 120 piattaforme e start-up collaborative, l’aumento vertiginoso degli utenti e l’interesse dei media che cresce giorno per giorno.

Ma non è tutto, perché dal 2012 anche la pubblica amministrazione sembra interessarsi a questo fenomeno, tant’è che ha stanziato 110 milioni di euro per supportare le imprese collaborative e incoraggiare l’innovazione.

Che dire oltre a “buono, benfatto e positivo”?

Diamoci da fare per diventare collaborativi anche in Italia e migliorare la qualità della vita nostra, degli altri e far bene all’ambiente! 

 

[Crediti | Link e Immagini: Collaborative Consumption, Time, Couchsurfing, Zip Car, Taskrabbit, Kitchensurfing, Cookening, Ample Harvest]

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