Venerdì, 6 Settembre, 2013 - 16:13 - L.Q.

Una fenomenologia del “buono” è possibile?

A parte il piacere che vi danno il profumo e la consistenza di un vino, vi interessa sapere da dove viene, chi l’ha fatto e come (non in senso tecnico, ma se la natura e la vostra salute sono state rispettate o no)?”

Ecco, è proprio con domande come questa che vorremmo provare a suggerirvi delle riflessioni con il nostro GOODFUL. Lo spunto arriva da un articolo di Jonathan Nossiter che si intitola “Il gusto degli altri” ed è stato pubblicato il 21 giugno 2013 su Internazionale.

Al di là del fatto che si parli di vino, che certo è buon punto di partenza, quello che ci interessa evidenziare è il fatto che Nossiter tra le righe parli di complessità culturale, di educazione del gusto e di valore dell’esperienza (e anche del lavoro) che sono i motivi per cui abbiamo deciso di costruire GOODMAKERS, il progetto di e-commerce dedicato ai “buoni produttori” di cui GOODFUL è la costola editoriale.

Ma se GOODMAKERS ha come territorio elettivo privilegiato i produttori di vino (almeno per ora), GOODFUL sente la necessità di spingersi oltre, di aprirsi al nuovo, al diverso, all’eccezionale, senza per questo dimenticare il tradizionale, l’artigianale, il “fatto a mano”, per puntare diritto al “buono”, inteso come un universo necessariamente complesso e poliedricamente sfaccettato, che lungi dall’essere un concetto solo teorico vuole dimostrare un alto grado di concretezza e di praticità. In qualche modo un’estetica del “buono” (ma si potrebbe dire fenomenologia) contrapposta a quella più edonistica e datata del “bello”, anche se qualcuno un tempo li considerava le due facce della stessa medaglia (ricordate il kalòs kai agathòs dei nostri predecessori greci?), ma sempre con un forte legame con la vita quotidiana, che è fatta di uso, consumo e tanta pratica. Quindi nei nostri pensieri c’è sempre quello che è “buono, benfatto e positivo” che poi alla fine è quello che ci piace, che ci fa bene e possibilmente fa bene anche gli altri.

Aggiunge Nossiter nel suo articolo: “Bere vino è un piacere più raffinato del semplice spegnere la sete, saziare la fame, ubriacarsi o soddisfare la propria lussuria: è tutti questi bisogni primordiali insieme.” E a noi viene spontanea una domanda: è possibile fare in modo che i nostri bisogni personali coincidano, o almeno non siano in conflitto diretto con quelli degli altri, della società in cui viviamo e del pianeta che ci ospita?

Ci piacerebbe che GOODFUL potesse dare una risposta esaustiva, ma non siamo così presuntuosi da pensare di poterlo fare, quindi preferiamo limitarci a raccontare delle storie, a cercare notizie, informazioni e suggestioni, nella speranza che possano aiutare ciascuno di noi a trovare la propria personale risposta.

A raccontare, cercare, suggerire per ora siamo in quattro: Lorenzo che è la forza propulsiva del progetto, Guido che intravede delle direzioni, Enrica che cerca, scopre e indaga, Enrico che esplora, insegue e approfondisce.

Ci piacerebbe trovare tante persone interessate alle stesse cose che interessano a noi. Per farlo non possiamo che credere e impegnarci in quello che facciamo. Il resto tocca a voi.

Buona lettura quindi, chiunque voi siate!

Lorenzo, Guido, Enrica ed Enrico

 

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